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mercoledì 5 giugno 2013

La velocità nell'arte: il Futurismo.

  1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
  2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
  3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
  4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
  5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
  6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
  7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
  8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
  9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
  10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
  11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.
È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri. 


Il 22 febbraio 1909 compare, sul giornale francese "Le Figaro" il Manifesto del Futurismo scritto da Filippo Tommaso Marinetti. E' proprio con questo "prorompente" articolo che si apre, in Italia e in tutta Europa, uno dei capitoli più importanti del '900.
Prorompente è la parola più adatta per descrivere l'irruenza e l'aggressività con cui i futuristi intendevano esaltare la modernità, le macchine e la velocità, che assume quasi sembianze divine.

"Se pregare vuol dire comunicare con la divinità, correre a grande velocità è una preghiera". Filippo Tommaso Marinetti.


Anche in ambito artistico risulta non solo evidente il tentativo di mostrare l'oggetto da più punti di vista in un unico quadro (come aveva descritto il Cubismo), quasi come se l'occhio lo vedesse "velocemente" per intero, ma anche quello di trasmettere all'osservatore quel sentimento ossessivo di aggressività e velocità.
 Ecco alcuni capolavori di questo periodo, clicca sull'immagine per saperne di più:


Umberto BOCCIONI, Forme uniche nella continuità dello spazio,
Bronzo, 126.4 cm,
Milano : Museo del Novecento, 1913

Giacomo BALLA, Dinamismo di un cane al guinzaglio,
Olio su tela, 91 x 110 cm,
New York : Albright-Knox Art Gallery, 1912

Giacomo BALLA, Velocità d'automobile (N. 1),
Olio su tela, 60 x 46.5 cm,
Rovereto : Museo di arte moderna e contemporanea, 1913


sabato 11 maggio 2013

Un piatto veloce e...TECNOLOGICO.

Come legare tecnologia e velocità con la cucina? A prima vista sembra un accostamento piuttosto ardito, ma in realtà non è così. Sono innumerevoli le invenzioni nella storia della tecnica che hanno reso possibile la realizzazione di un pasto più facile, semplice e veloce da preparare e, soprattutto, più sano.




Le prime cucine a Gas arrivarono, nelle grandi città, dove c'era un più alto tasso di benessere, solo ad inizio '900, mentre nel resto d'Italia e nelle campagne entrarono a far parte della vita quotidiana solo nel tardo dopoguerra.
La disponibilità così ampia del "fuoco" in casa accelerò notevolmente la preparazione delle pietanze: prima di questo cambiamento, la fiamma doveva essere "mantenuta" con diversi pezzi di legna.


Ecco un approfondimento sull'utilizzo del gas in città e in cucina:







La pentola a pressione permette, senza dubbio, una cottura molto accelerata degli alimenti, poiché si raggiunge all'interno di essa un'elevata temperatura.

Infatti, grazie alla chiusura "forzata" del coperchio, che evita la fuoriuscita di vapore acqueo, si ottiene una pressione interna di circa 2 bar a cui corrisponde un alto punto di ebollizione dell'acqua (circa 120°).







Immersi in un mare di impegni "dovuti" alla frenetica società in cui viviamo, il forno a microonde è sicuramente un alleato importante per chi vuole preparare o riscaldare in fretta alcuni piatti.
Questo forno, infatti, permette di cuocere i cibi direttamente dall'interno, in un tempo molto inferiore rispetto al forno tradizionale e al forno a gas.



giovedì 25 aprile 2013

Dal mulino a vento al parco eolico.

Sulla scia del post precedente, analizziamo insieme un'altra applicazione del mulino, strumento che rivoluzionò la vita dell'uomo, soprattutto in epoca medievale.



IL MULINO A VENTO


Il mulino a vento funziona esattamente come il mulino ad acqua; esso presenta delle pale di grosse dimensioni in cima ad una torre piuttosto elevata ed è influenzato dalla forza e dalla velocità del vento.
Le pale sono molto leggere, costituite generalmente dalla stessa tela con cui si costruiscono le vele per le navi, in modo da essere "trasportate" con facilità.
I più antichi mulini a vento, d'origine persiana (700 d.C.), avevano l'asse verticale come i primi mulini ad acqua. Rapidamente però si passò all'asse orizzontale, più difficile da costruire, ma di gran lunga più efficiente.
Questo tipo di mulino trovava diverse applicazioni: non solo era in grado di macinare il grano o di triturare i cereali, ma fu utilizzato, come nei Paesi Bassi, anche per sollevare l'acqua dai Polder, ovvero le zone di terra al di sotto del livello del mare.



Il mulino a vento: simbolo dell'Olanda


I PARCHI EOLICI



Un generatore eolico.
Lo sfruttamento dell'energia eolica che si aveva nel Medioevo con i grossi mulini, è sostituito oggi da un insieme di moderni generatori eolici o, in gergo, "aerogeneratori". 
Negli ultimi anni questi apparecchi sono riusciti a passare da una produzione di pochi kilowatt di potenza a punte di 3 megawatt già con una velocità del vento di 3-4 m/s.
Il generatore può essere sia orizzontale che verticale; le pale, leggerissime, in fibra di vetro, sono in grado di azionarsi anche in una giornata "tranquilla" con poco vento, raggiungendo il massimo dell'efficienza con una velocità compresa tra i 12-14 m/s. A velocità maggiori, è previsto, per motivi di sicurezza, il bloccaggio delle pale grazie ad un impianto frenante. 

La cinematica del generatore eolico è caratteridezzata da bassi attriti e da un costo di manutenzione relativamente basso. Tutto questo ren il parco eolico una delle strutture più vantaggiose per produrre energia "pulita".

Per approfondimenti clicca qui!

Un parco eolico in Danimarca.



Dal mulino ad acqua alla centrale idroelettrica.

Il mulino è uno strumento meccanico in grado di sfruttare l'azione di una forza e di produrre un lavoro. Sin dall'antichità, furono costruite vere e proprie strutture di grossa dimensione in grado di ospitare il mulino e di trarre notevoli vantaggi mediante il suo utilizzo.



IL MULINO AD ACQUA


Già nel "De Architectura" di Vitruvio troviamo una rilevante descrizione di quella che sarà una delle invenzioni più grandi della storia dell'uomo. Capace di sfruttare la velocità e la forza dell'acqua, questa macchina avrà un ampio sviluppo a partire dal IX secolo, quando l'energia idraulica si sostituì al lavoro degli schiavi o degli animali permettendo un aumento della produttività senza precedenti nell'antichità.

Il mulino ad acqua è costituito da una ruota con pale, la cosiddetta ruota idraulica, fissata a un albero, e mossa da una corrente d'acqua che le imprime un movimento rotatorio continuo. Il moto viene trasmesso tramite una serie di ingranaggi e ruote dentate ad una macina o ad un altra macchina capace di sfruttare l'intensità di questa forza e produrre energia (nel caso specifico, macinare il grano).
La ruota poteva essere, essenzialmente, di due tipi: ad "asse verticale" e ad "asse orizzontale". 




Nel primo caso osserviamo che la ruota è totalmente immersa nell'acqua, collegata direttamente all'albero e quindi alla macina; questo tipo di mulino, semplice, ma piuttosto lento, è collocato sulle colline o sulle montagne, dove l'acqua scorre in velocità.












Nel secondo caso, invece, sfruttando tecniche costruttive più complesse, la ruota era posta in maniera verticale e fuoriusciva dall'acqua. Le più antiche sfruttavano solo "dal basso" il moto della corrente, mentre già quelle medievali, alimentate "dall'alto" erano capaci non solo di sfruttare la velocità della corrente d'acqua, ma anche il suo peso in fase di caduta, poichè le ruote assumevano una forma, simile ad una vasca, in grado di accumulare l'acqua e riversarla dopo un breve giro.

In epoca romana, un mulino con una ruota del diametro di 2 metri poteva macinare circa 180 kg di grano all'ora, mentre un mulino azionato da due schavi ne macinava solo 4 kg. Successivamente, già nel Medioevo, furono costruiti mulini dotati di più ruote idrauliche, con diametri fino a 3 metri , potevano macinare anche 3 tonnellate di grano l'ora, una quantità sufficiente per le esigenze di 80000 persone. 

LA CENTRALE IDROELETTRICA

Cambiano le esigenze, ma il "concept" è sempre lo stesso: sfruttare la velocità e il peso dell'acqua per creare energia pulita, senza il minimo inquinamento. Il flusso d'acqua di un lago, un fiume o un bacino artificiale, opportunamente convogliato attraverso apposite condutture, può trasformare la sua forza in energia di pressione e cinetica. Questa energia, in seguito, alimenta diverse turbine e un generatore che la converte in elettricità.




Schema dettagliato della turbina idroelettrica.












L'energia idroelettrica è la principale risorsa alternativa alle fonti fossili usata in Italia e garantisce circa il 15% del fabbisogno energetico italiano. La sua importanza in passato fu molto più grande perché dagli inizi del XX secolo sino al primo dopoguerra l'energia idroelettrica rappresentava la stragrande maggioranza dell'energia prodotta in Italia arrivando anche a toccare punte di poco inferiori al 100%.

Il funzionamento di una centrale idroelettrica


La centrale idroelettrica Taccani, Trezzo sull'Adda


domenica 21 aprile 2013

Romanico vs Gotico: un cambiamento velocissimo.


Lo stile Romanico si diffonde in Europa tra l' XI e il XII secolo, ovvero, fino all'avvento dell'architettura Gotica che si svilupperà tra la seconda metà del XII e i primi anni del XIV.


Un cambiamento rapido e veloce ecco alcune differenze:

ARCHITETTURA ROMANICA

Abbazia di Sant'Antimo, Montalcino -SI-
Il termine "Romanico" fa riferimento, essenzialmente, all'architettura Romana, dalla quale vennero ripresi alcuni elementi strutturali come l'arco, il pilastro e la volta.
L'architettura Romanica è lineare e razionale, non a caso, le cattedrali presentano una muratura spessa e robusta, esprimendo il senso di grandezza e di volume. Un elemento tipico dello stile  è l'utilizzo dell'arco a tutto sesto, che si "trasformerà" nell'arco a sesto acuto solamente nel gotico. L'ambiente delle chiese romaniche è di solito tetro e cupo, nel tentativo di favorire la giusta atmosfera di preghiera e di riconciliazione con il Signore.




ARCHITETTURA GOTICA

Cattedrale di Beauvais
La caratteristica principale del Gotico è il verticalismo: le cattedrali sono più esili e le mura più eleganti ed allungate, dando quasi l'impressione di voler toccare il cielo per ricongiungersi a Dio e dimostrando, al tempo stesso, la grandezza e il "potere" della Chiesa. Le cattedrali gotiche sono certamente più luminose di quelle romaniche, per testimoniare la presenza del Signore all'interno della chiesa stessa; le pareti, infatti, presentano numerose vetrate che permettono alla luce di penetrare e di scontrarsi contro le varie strutture, creando moltissimi "giochi di luce".


lunedì 25 marzo 2013

L'ingegnere e il binomio Tecnologia-Velocità.

"Saranno anche i guerrieri a conquistare la gloria, ma sono gli ingegneri che costruiscono la società." [Star Trek: Voyager, Ep. 8 - "Flesh and Blood"]

Lo scopo dell'ingegnere è quello di applicare le rappresentazioni e i modelli creati dallo scienziato per costruire macchine, dispositivi, strutture e impianti finalizzati al miglioramento della società e delle condizioni di vita. 
La sua importanza è quindi quella di vedere e di capire, prima degli altri, quello di cui ha bisogno la società, rivestendo, talvolta, il ruolo di inventore, innovatore e, perché no, anche di precursore dei tempi.
Tali innovazioni hanno cambiato nel corso degli anni  il rapporto che l'utente ha con lo strumento che deve adoperare. L'uomo, infatti, si è dovuto "adattare" ad un una nuove concezione del mezzo-macchina, modificando in maniera repentina le proprie abitudini.


Riflettiamo su alcune foto:


In quelli che possono sembrare dei paragoni piuttosto arditi osserviamo in maniera chiara questa "rivoluzione".
Nelle immagini di sinistra, ci sono oggetti usati dall'uomo come "protesi" per compiere le sue esigenze, mentre  nella immagini di destra sono le macchine che eseguono i pochi comandi dell'uomo, quasi come se quest'ultimo fosse l'appendice delle macchine stesse, costruite con un accuratezza a dir poco unica.
Si passa, per esempio, da un semplice martello ad una robot industriale automatico per velocizzare il lavoro dell'uomo e raggiungere la massima produttività e la massima efficienza.
È proprio questo l'aspetto essenziale che emerge nel cambiamento (seppur graduale)...

La velocità con cui si passa "dal mondo del pressappoco all'universo della precisione". [Alexandre Koyré]

Il binomio Tecnologia-Velocità espresso in questa piccola riflessione vede, quindi, come protagonista assoluto (ma spesso "nascosto") l'ingegnere, ed è per questo che ho scelto di affrontare ed approfondire questo argomento.

Appuntamento ai prossimi post!